Bellezza della volgar poesia

Bellezza della volgar poesia

30,00 €

Autore: Giovan Mario Crescimbeni
Curatore: Enrico Zucchi
Biblioteca del Rinascimento e del Barocco #16

La Bellezza della volgar poesia, pubblicata originariamente nel 1700 dal Custode dell’Arcadia, Giovan Mario Crescimbeni, è tra i documenti che meglio illustrano la poetica riformatrice promossa dall’accademia. Fondato sull’affermazione del primato della «volgar poesia» rispetto a quella classica, sul rilancio del platonismo rinascimentale e sulla condanna più formale che sostanziale della poesia barocca, questo trattato in forma di dialogo è una fonte straordinariamente preziosa per sondare la cultura e l’estetica letteraria della prima Arcadia. In questa sede ne viene proposta l’edizione commentata, a partire dall’esame di un esemplare della princeps conservato presso la Biblioteca Vaticana, contenente numerose postille – tutte inedite – non soltanto dell’autore, come precedentemente creduto, ma anche di Anton Maria Salvini.
Nel 1712, quando in Arcadia si era da poco consumata la scissione con Gian Vincenzo Gravina e i suoi allievi, Crescimbeni decise di ristampare la Bellezza, aggiungendo un dialogo sul gusto della poesia contemporanea, e integrando le postille di Salvini. La presente edizione, oltre a pubblicare per la prima volta queste postille, e a indagare il percorso evolutivo della scrittura crescimbeniana tra la prima e la seconda impressione del trattato, offre nuovi, importanti elementi per comprendere a fondo le dinamiche poetiche e politico-culturali di una stagione significativa della cultura italiana.

Curatore
Enrico Zucchi è attualmente assegnista di ricerca presso l’Università di Padova, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie nel 2017. Ha svolto inoltre attività di ricerca presso alcune prestigiose istituzioni italiane ed europee come l’Université Sorbonne – Paris IV (2016), la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura di Torino (Borsa di Alti Studi sull’Età e la Cultura Barocca, 2017) e la Universiteit Leiden (Scaliger Fellowship, 2019). Si è occupato principalmente della letteratura teatrale e della critica letteraria sei-settecentesca, con attenzione alla prima Arcadia romana e in particolare alle opere di Giovanni Mario Crescimbeni, Gian Vincenzo Gravina e Pietro Ottoboni. Recentemente ha pubblicato l’edizione commentata del Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia (1732) di Pietro Calepio (Paris, 2017) e una monografia sulla critica teatrale primo-settecentesca dal titolo Il «tiranno» e il «dilettante». La dissertazione epistolare di Pietro Calepio sopra la Merope di Scipione Maffei e la critica teatrale del primo Settecento (Verona, 2017).


Il libro è parte della Biblioteca del Rinascimento e del Barocco, collana di studi e testi diretta da Andrea Battistini, Luisa Avellini, Clizia Carminati, Lara Michelacci, Uberto Motta e Francesco Sberlati

Nella prospettiva culturale che si sviluppa fra XVI e XVII secolo in Europa si assiste a un riassetto epocale di idee e di forme adeguate a comunicarle; la scena letteraria, intrecciata alla drammaturgia, alla musica e all’innovazione nelle arti figurative nonché messa alla prova dal confronto con i modi della comunicazione della rivoluzione scientifica, dà vita a una stagione complessa di proposte e risposte che offre ancora ampie possibilità di scandaglio.
A questa opportunità di migliore identificazione di testi e di perfezionamento degli studi la Biblioteca del Rinascimento e del Barocco viene incontro facendo appello a un quadro nazionale e internazionale di specialisti, capaci di trasformare una Collana editoriale in una rete di relazioni e di discussione: nell’articolazione di una virtuale res publica litteratorum.

Da inserire:


Data di inserimento in catalogo: 16.05.2019.

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