Il mito di Armidoro

Il mito di Armidoro

Giovanni Soranzo e il suo poema milanese (1611)

26,00 €

Aitrice: Rosaria Antonioli
Biblioteca del Rinascimento e del Barocco


Il volume segue le orme del cavaliere errante Armidoro, protagonista, nei primi anni del Seicento, di tre poemi milanesi: La risorgente Roma di Giovan Ambrogio Biffi, I giuochi di Marte del veneziano Giovanni Soranzo, e il vasto Armidoro, dello stesso autore. Il poemetto in tre libri I giuochi di Marte, descrizione di una giostra cavalleresca, si chiude con un indice dei personaggi che presero parte agli armeggiamenti con nomi di fantasia. Scopriamo così che sotto le spoglie di Armidoro c’è lo stesso destinatario dell’opera: il conte di Sale Francesco d’Adda.
La ricostruzione della biografia di Giovanni Soranzo, autore poliedrico a lungo trascurato dagli studi letterari, descrive un’esistenza nomade, trascorsa all’insegna della precarietà; mentre sono stati recentemente accertati dagli storici del teatro e dell’arte i legami che il poeta strinse con i protagonisti degli ambienti culturali di Genova e Firenze. All’inizio del 1606 Soranzo giunse a Milano, dove rimase per circa sei anni al servizio del conte d’Adda, che desiderava essere immortalato in un poema come novello Ruggiero. Al centro del lavoro è l’analisi dell’Armidoro, condotta attraverso l’individuazione di fonti letterarie e cronachistiche. Tra i sostenitori dell’epopea tassiana, ma affascinato dalla fervida immaginazione ariostesca, Soranzo realizzò con il suo Armidoro un curioso esempio di continuazione dell’Orlando furioso contaminata da diffuse citazioni della Gerusalemme, e, caso singolare, scelse di collocare le vicende narrate in epoca contemporanea. L’elemento eroico, strettamente connesso al motivo encomiastico, ci permette di rintracciare, all’interno del poema, una complessa rete di rapporti tra gli artisti, i letterati, i teatranti, i musici e i nobili più influenti del periodo. Tra i nomi più ricorrenti è quello del cardinale Federico Borromeo, la cui riforma culturale si lega alla scelta, da parte di Soranzo, di eleggere il mago Artasse, rappresentante di tutti i protestanti d’Oltralpe, come principale nemico di Armidoro.


Autrice
Rosaria Antonioi, dottore di ricerca in Scienze storiche, filologiche e letterarie dell’Europa e del Mediterraneo, svolge dal 2005 attività scientifica e didattica presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella sede di Brescia. Dopo essersi occupata dell’unico commento redatto al poema riformato di Tasso, le ampie Dichiarationi et avertimenti sopra la Gerusalemme conquistata di Francesco Birago (studio pubblicato su «Aevum» 2004), ha approfondito l’esplorazione dell’ambiente culturale milanese di primo Seicento. Ha preso parte a diverse iniziative dell’Ateneo di Brescia, con lavori dedicati al poeta satirico Bartolomeo Dotti e alle opere seicentesche conservate nella Biblioteca Queriniana («Annali Queriniani» 2007; Notizie su letterati bresciani nelle carte Mazzuchelli, nel volume Giammaria Mazzuchelli, un erudito bresciano del Settecento, a cura di Fabio Danelon e Cristina Cappelletti, Brescia, ed. Torre d’Ercole, 2011; La letteratura bresciana del Seicento, in Brescia nella storiografia degli ultimi quarant’anni, a cura di Sergio Onger, Brescia, Morcelliana, 2013). Specializzata nell’evoluzione del genere epico-cavalleresco nella sua fase più matura, ha dedicato all’argomento contributi pubblicati su riviste («Studi secenteschi» 2010, «Testo» 2011) e in atti di convegni.

Il libro è parte della Biblioteca del Rinascimento e del Barocco, collana di studi e testi diretta da Andrea Battistini, Luisa Avellini, Clizia Carminati, Lara Michelacci, Uberto Motta e Francesco Sberlati

Nella prospettiva culturale che si sviluppa fra XVI e XVII secolo in Europa si assiste a un riassetto epocale di idee e di forme adeguate a comunicarle; la scena letteraria, intrecciata alla drammaturgia, alla musica e all’innovazione nelle arti figurative nonché messa alla prova dal confronto con i modi della comunicazione della rivoluzione scientifica, dà vita a una stagione complessa di proposte e risposte che offre ancora ampie possibilità di scandaglio.
A questa opportunità di migliore identificazione di testi e di perfezionamento degli studi la Biblioteca del Rinascimento e del Barocco viene incontro facendo appello a un quadro nazionale e internazionale di specialisti, capaci di trasformare una Collana editoriale in una rete di relazioni e di discussione: nell’articolazione di una virtuale res publica litteratorum
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Da inserire:


Data di inserimento in catalogo: 10.04.2017.

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